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Orecchie cadenti, palpebre calate e rughe sul muso. Gli evidenti segni dell’età dell’amico a 4 zampe vengono ora combattuti dalla chirurgia estetica per animali. La pratica del “ritocco” è nata in Brasile, paese che esalta la bellezza ad ogni costo. Il lifting canino o felino rimane comunque vietato per gli animali che partecipano ai concorsi di bellezza. L’obiettivo è impedire ai padroni competitivi di ricorrere alla chirurgia per eliminare i “difetti” dei propri campioni. La chirurgia infatti è dolorosa e costosa, oltre che inutile se non praticata a fini curativi, ma solo lo scorso anno le “vittime” della chirurgia sono state 425 mila per interventi che possono costare ai 9 mila ai 50 mila euro.
Il veterinario brasiliano Edgar Brito, famoso per interventi estetici sugli animali, spiega la nuova tendenza: “se le tecniche e i prodotti consentono di applicare agli animali quello che funziona per gli uomini perché non farlo?”. Non solo chirurgia: anche il botox ora è disponibile per piallare le rughe del proprio amico a 4 zampe, specialmente se l’amico in questione è iscritto ad un concorso di bellezza. Concorso dal quale sarebbe squalificato, se i giudici rinvenissero una cicatrice sospetta, perché: “alle mostre non potranno partecipare i cani che hanno subito interventi chirurgici volti a modificarne la morfologia. Gli interventi sugli animali potranno essere consentiti esclusivamente a fini curativi e non preventivi”, come sancisce la Convenzione europea per la protezione degli animali.
Anche i felini di casa non sono risparmiati: se il divano è in pericolo il padrone potrà ricorrere all’asportazione chirurgica delle unghie. Una pratica dolorosa e che priva l’animale delle unghie, fondamentali per esprimere affetto e marcare il territorio. Chi vorrebbe un gatto in casa che non può far le fusa? Il delirio di bellezza dei padroni viene dunque trasferito sugli animali, che non possono certo opporsi alla barbarie dell’operazione. I padroni continuano a sostenere che “il cucciolo così vive una vita più sana e attiva”.
C’è da chiedersi se può davvero un buon lifting migliorare la vita del “cucciolo” di casa, che quasi diviene “vittima”, e cosa ne penserebbe. Magari avrebbe tenuto le rughe e avrebbe investito i soldi della costosa operazione per una fornitura a vita di ossi.
Il veterinario brasiliano Edgar Brito, famoso per interventi estetici sugli animali, spiega la nuova tendenza: “se le tecniche e i prodotti consentono di applicare agli animali quello che funziona per gli uomini perché non farlo?”. Non solo chirurgia: anche il botox ora è disponibile per piallare le rughe del proprio amico a 4 zampe, specialmente se l’amico in questione è iscritto ad un concorso di bellezza. Concorso dal quale sarebbe squalificato, se i giudici rinvenissero una cicatrice sospetta, perché: “alle mostre non potranno partecipare i cani che hanno subito interventi chirurgici volti a modificarne la morfologia. Gli interventi sugli animali potranno essere consentiti esclusivamente a fini curativi e non preventivi”, come sancisce la Convenzione europea per la protezione degli animali.
Anche i felini di casa non sono risparmiati: se il divano è in pericolo il padrone potrà ricorrere all’asportazione chirurgica delle unghie. Una pratica dolorosa e che priva l’animale delle unghie, fondamentali per esprimere affetto e marcare il territorio. Chi vorrebbe un gatto in casa che non può far le fusa? Il delirio di bellezza dei padroni viene dunque trasferito sugli animali, che non possono certo opporsi alla barbarie dell’operazione. I padroni continuano a sostenere che “il cucciolo così vive una vita più sana e attiva”.
C’è da chiedersi se può davvero un buon lifting migliorare la vita del “cucciolo” di casa, che quasi diviene “vittima”, e cosa ne penserebbe. Magari avrebbe tenuto le rughe e avrebbe investito i soldi della costosa operazione per una fornitura a vita di ossi.
Orecchie cadenti, palpebre calate e rughe sul muso. Gli evidenti segni dell’età dell’amico a 4 zampe vengono ora combattuti dalla chirurgia estetica per animali. La pratica del “ritocco” è nata in Brasile, paese che esalta la bellezza ad ogni costo. Il lifting canino o felino rimane comunque vietato per gli animali che partecipano ai concorsi di bellezza. L’obiettivo è impedire ai padroni competitivi di ricorrere alla chirurgia per eliminare i “difetti” dei propri campioni. La chirurgia infatti è dolorosa e costosa, oltre che inutile se non praticata a fini curativi, ma solo lo scorso anno le “vittime” della chirurgia sono state 425 mila per interventi che possono costare ai 9 mila ai 50 mila euro.
Il veterinario brasiliano Edgar Brito, famoso per interventi estetici sugli animali, spiega la nuova tendenza: “se le tecniche e i prodotti consentono di applicare agli animali quello che funziona per gli uomini perché non farlo?”. Non solo chirurgia: anche il botox ora è disponibile per piallare le rughe del proprio amico a 4 zampe, specialmente se l’amico in questione è iscritto ad un concorso di bellezza. Concorso dal quale sarebbe squalificato, se i giudici rinvenissero una cicatrice sospetta, perché: “alle mostre non potranno partecipare i cani che hanno subito interventi chirurgici volti a modificarne la morfologia. Gli interventi sugli animali potranno essere consentiti esclusivamente a fini curativi e non preventivi”, come sancisce la Convenzione europea per la protezione degli animali.
Anche i felini di casa non sono risparmiati: se il divano è in pericolo il padrone potrà ricorrere all’asportazione chirurgica delle unghie. Una pratica dolorosa e che priva l’animale delle unghie, fondamentali per esprimere affetto e marcare il territorio. Chi vorrebbe un gatto in casa che non può far le fusa? Il delirio di bellezza dei padroni viene dunque trasferito sugli animali, che non possono certo opporsi alla barbarie dell’operazione. I padroni continuano a sostenere che “il cucciolo così vive una vita più sana e attiva”.
C’è da chiedersi se può davvero un buon lifting migliorare la vita del “cucciolo” di casa, che quasi diviene “vittima”, e cosa ne penserebbe. Magari avrebbe tenuto le rughe e avrebbe investito i soldi della costosa operazione per una fornitura a vita di ossi.
Il veterinario brasiliano Edgar Brito, famoso per interventi estetici sugli animali, spiega la nuova tendenza: “se le tecniche e i prodotti consentono di applicare agli animali quello che funziona per gli uomini perché non farlo?”. Non solo chirurgia: anche il botox ora è disponibile per piallare le rughe del proprio amico a 4 zampe, specialmente se l’amico in questione è iscritto ad un concorso di bellezza. Concorso dal quale sarebbe squalificato, se i giudici rinvenissero una cicatrice sospetta, perché: “alle mostre non potranno partecipare i cani che hanno subito interventi chirurgici volti a modificarne la morfologia. Gli interventi sugli animali potranno essere consentiti esclusivamente a fini curativi e non preventivi”, come sancisce la Convenzione europea per la protezione degli animali.
Anche i felini di casa non sono risparmiati: se il divano è in pericolo il padrone potrà ricorrere all’asportazione chirurgica delle unghie. Una pratica dolorosa e che priva l’animale delle unghie, fondamentali per esprimere affetto e marcare il territorio. Chi vorrebbe un gatto in casa che non può far le fusa? Il delirio di bellezza dei padroni viene dunque trasferito sugli animali, che non possono certo opporsi alla barbarie dell’operazione. I padroni continuano a sostenere che “il cucciolo così vive una vita più sana e attiva”.
C’è da chiedersi se può davvero un buon lifting migliorare la vita del “cucciolo” di casa, che quasi diviene “vittima”, e cosa ne penserebbe. Magari avrebbe tenuto le rughe e avrebbe investito i soldi della costosa operazione per una fornitura a vita di ossi.
Orecchie cadenti, palpebre calate e rughe sul muso. Gli evidenti segni dell’età dell’amico a 4 zampe vengono ora combattuti dalla chirurgia estetica per animali. La pratica del “ritocco” è nata in Brasile, paese che esalta la bellezza ad ogni costo. Il lifting canino o felino rimane comunque vietato per gli animali che partecipano ai concorsi di bellezza. L’obiettivo è impedire ai padroni competitivi di ricorrere alla chirurgia per eliminare i “difetti” dei propri campioni. La chirurgia infatti è dolorosa e costosa, oltre che inutile se non praticata a fini curativi, ma solo lo scorso anno le “vittime” della chirurgia sono state 425 mila per interventi che possono costare ai 9 mila ai 50 mila euro.
Il veterinario brasiliano Edgar Brito, famoso per interventi estetici sugli animali, spiega la nuova tendenza: “se le tecniche e i prodotti consentono di applicare agli animali quello che funziona per gli uomini perché non farlo?”. Non solo chirurgia: anche il botox ora è disponibile per piallare le rughe del proprio amico a 4 zampe, specialmente se l’amico in questione è iscritto ad un concorso di bellezza. Concorso dal quale sarebbe squalificato, se i giudici rinvenissero una cicatrice sospetta, perché: “alle mostre non potranno partecipare i cani che hanno subito interventi chirurgici volti a modificarne la morfologia. Gli interventi sugli animali potranno essere consentiti esclusivamente a fini curativi e non preventivi”, come sancisce la Convenzione europea per la protezione degli animali.
Anche i felini di casa non sono risparmiati: se il divano è in pericolo il padrone potrà ricorrere all’asportazione chirurgica delle unghie. Una pratica dolorosa e che priva l’animale delle unghie, fondamentali per esprimere affetto e marcare il territorio. Chi vorrebbe un gatto in casa che non può far le fusa? Il delirio di bellezza dei padroni viene dunque trasferito sugli animali, che non possono certo opporsi alla barbarie dell’operazione. I padroni continuano a sostenere che “il cucciolo così vive una vita più sana e attiva”.
C’è da chiedersi se può davvero un buon lifting migliorare la vita del “cucciolo” di casa, che quasi diviene “vittima”, e cosa ne penserebbe. Magari avrebbe tenuto le rughe e avrebbe investito i soldi della costosa operazione per una fornitura a vita di ossi.
Il veterinario brasiliano Edgar Brito, famoso per interventi estetici sugli animali, spiega la nuova tendenza: “se le tecniche e i prodotti consentono di applicare agli animali quello che funziona per gli uomini perché non farlo?”. Non solo chirurgia: anche il botox ora è disponibile per piallare le rughe del proprio amico a 4 zampe, specialmente se l’amico in questione è iscritto ad un concorso di bellezza. Concorso dal quale sarebbe squalificato, se i giudici rinvenissero una cicatrice sospetta, perché: “alle mostre non potranno partecipare i cani che hanno subito interventi chirurgici volti a modificarne la morfologia. Gli interventi sugli animali potranno essere consentiti esclusivamente a fini curativi e non preventivi”, come sancisce la Convenzione europea per la protezione degli animali.
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C’è da chiedersi se può davvero un buon lifting migliorare la vita del “cucciolo” di casa, che quasi diviene “vittima”, e cosa ne penserebbe. Magari avrebbe tenuto le rughe e avrebbe investito i soldi della costosa operazione per una fornitura a vita di ossi.
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Viaggiare per 1000 km nascosto nel vano motore di una Honda Fit. E’ la dura esperienza vissuta da un gattino di sole tre settimane, recuperato dall’autista solo dopo tre giorni di viaggio dall’Oregon a Santa Barbara, in California.
La conducente dell’automobile, Julia Di Sieno, ha raccontato di aver sentito più volte durante le soste sentire il verso di un gatto proveniente dalla parte anteriore dell’auto, senza però riuscire a trovare l’animale. La ricerca del piccolo felino ha avuto successo solo quando sono stati impiegati bastone e torcia. Due persone, armate di buona pazienza, battendo colpi sulle parti meccaniche e guidate dal miagolio, sono riuscite poi ad avvistare il gatto, spaventato, nei meandri del motore. “Per fortuna che era piccolo, altrimenti non saremmo riusciti a tirarlo fuori. Da quel momento è cominciata poi la cura dell’animale, che ora, a 3/4 settimane dal faticoso viaggio, che lo aveva reso sensibilmente più magro, appare in forma migliore.
La conducente dell’automobile, Julia Di Sieno, ha raccontato di aver sentito più volte durante le soste sentire il verso di un gatto proveniente dalla parte anteriore dell’auto, senza però riuscire a trovare l’animale. La ricerca del piccolo felino ha avuto successo solo quando sono stati impiegati bastone e torcia. Due persone, armate di buona pazienza, battendo colpi sulle parti meccaniche e guidate dal miagolio, sono riuscite poi ad avvistare il gatto, spaventato, nei meandri del motore. “Per fortuna che era piccolo, altrimenti non saremmo riusciti a tirarlo fuori. Da quel momento è cominciata poi la cura dell’animale, che ora, a 3/4 settimane dal faticoso viaggio, che lo aveva reso sensibilmente più magro, appare in forma migliore.
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La conducente dell’automobile, Julia Di Sieno, ha raccontato di aver sentito più volte durante le soste sentire il verso di un gatto proveniente dalla parte anteriore dell’auto, senza però riuscire a trovare l’animale. La ricerca del piccolo felino ha avuto successo solo quando sono stati impiegati bastone e torcia. Due persone, armate di buona pazienza, battendo colpi sulle parti meccaniche e guidate dal miagolio, sono riuscite poi ad avvistare il gatto, spaventato, nei meandri del motore. “Per fortuna che era piccolo, altrimenti non saremmo riusciti a tirarlo fuori. Da quel momento è cominciata poi la cura dell’animale, che ora, a 3/4 settimane dal faticoso viaggio, che lo aveva reso sensibilmente più magro, appare in forma migliore.
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